STORIE VIOLA – Libidine precoce (1986)

storie_viola_libidine_precoce

Ethel è una brava studentessa texana che deve sostenere un esame con il laido professor Clyde, che si scopa le allieve in cambio di un trenta e lode con domande concordate. Già questo è tipico del mitologico Carmelo Gozzo, l’oracolo di Ragusa, responsabile delle straordinarie Terror Blu e Storie Blu, delle quali Storie Viola segue più o meno la scia con un pedale ancora più spinto su pornografia e sadismo. Una delle tre o quattro scene hard da contratto la piazzi all’inizio così te la sei levata dalle scatole e ti puoi concentrare meglio sulla storia. Che vuol dire saper aggirare i compromessi produttivi del fumettaccio con sapienza stilistica, attenzione. Non sto scherzando, io sono seriamente convinto che Carmelo Gozzo fosse un genio e che dovrebbe passare alla storia nel novero dei più grandi sceneggiatori di fumetti italiani di tutti i tempi.

sv1

Proprio una grande seccatura

Insomma, la nostra amica Ethel, sostenuto l’esame con un 29 dovuto al non aver accettato le avance del sordido docente, mentre torna a casa in macchina raccatta una tizia che stava vagando sull’autostrada nuda esprimendosi in un linguaggio incomprensibile. Noi consumati aficionados del supremo Gozzo, abbiamo già capito che trattasi di un’aliena. Trovandola un caso interessante per una studentessa di psicologia, se la porta a casa e, non sapendo bene che farne sul momento, la lascia davanti alla televisione. Il mattino dopo, Ethel si sveglia e si trova di fronte a una scena che risulterebbe incresciosa anche per chi ha una lunga esperienza da fuori sede e couchsurfer come il sottoscritto. Dai, non è urbano.

sv3

Bibi (così si chiama la squilibrata aliena) era rimasta alzata a vedere i cartoni animati di Pugno d’Acciaio ed è riuscita a evocarlo con il potere della mente. Il problema è che Pugno d’Acciaio vuole farsi Ethel, che subisce perché Pugno d’Acciaio non è un personaggio che si abbia voglia di contraddire. Subito dopo l’orgasmo, però, il nostro nuovo compagno di giochi scompare “in un lampo di luce” (la cifra dannunziana di Gozzo). Vabbè, per oggi è abbastanza, pensa la nostra amica Ethel. E invece no. (Leggi tutto)

Pubblicato in Recensioni | Contrassegnato , , , , , , | 3 commenti

Pubblicità interne #5

666

Ok, questa era una pubblicità esterna ma il discorso è lo stesso

Chiedo venia ai miei venticinque lettori per la recente latitanza. Non scrivo un pezzo nuovo dallo scorso dicembre e merito quindi di essere fustigato sadicamente da Madame Brutal. A differenza di quella macchina da guerra di Lucius Etruscus, che porta avanti numerosi blog con caparbietà teutonica, a volte faccio un po’ fatica a conciliare questo umile spazio con la mia creatura principale. Ma ciancio alle bande e torniamo in pista con un’altra puntata della rubrica dedicata alle pubblicità interne situazioniste contenute nei nostri adorati fumettacci…

0714(67)_2R

Questa era una serie abbastanza agghiacciante, commediaccia squallida e mai divertente, nemmeno in maniera involontaria, disegnata da un Sub-Montanari. Un paio di momenti mindfuck che non ti lasciano con la sensazione di aver perso totalmente il tuo tempo c’erano ma molto, molto al di sotto del minimo sindacale. Ne avevo parlato su Fumetti Etruschi tempo fa, se proprio siete curiosi.

La più creativa nel settore delle pubblicità interne era sempre la Edifumetto. Barbieri era lo yang e Cavedon era lo yin. Di che stiamo parlando, signori:

012(129)_2R

Qua si cita Hemingway, attenzione

La creatività verbale di Renzo Barbieri, o di chi per lui, nel creare slogan sempre ficcanti e indimenticabili, con un lessico tra il giovanilistico velleitario e il trucido puro e semplice, era incomparabile. (Leggi tutto)

Pubblicato in Pubblicità interne | Contrassegnato , , , , , , , , , | 1 commento

IL CAMIONISTA: Il buco della Bernarda (1983)

vergoneMario Vergone, l’autotrasportatore più virile del mondo, ha un guasto nel mezzo dell’appennino abruzzese. Un vecchietto lo soccorre e scopriamo che l’unica officina disponibile si trova a venti chilometri di distanza ed è gestita da una certa Bernarda. “Gran tocco di fica, sarà alta uno e ottanta e lì ci sono almeno due chili di tette” è la rapida diagnosi del Camionista. La donna riesce incredibilmente a resistere alla sua corte e lo respinge in malo modo.

1073Segue inevitabile scena lesbo tra Bernarda e la sua amichetta, che dopo un po’ esce dalla stanza. Mario, che è stato costretto a restare in paese in attesa del pezzo di ricambio (“deve arrivare da Pescara, ci vogliono due giorni“) e stava cenando al piano di sotto, la vede uscire e decide di gettare la verga oltre l’ostacolo andando a trovare la donna in camera.

1084Tra le lacrime, Bernarda gli racconta la verità: (Leggi tutto)

Pubblicato in Recensioni | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

FASMA: Una testimone dall’altro mondo (1986)

page_001

So pochissimo di questa effimera serie (solo 7 numeri) dedicata dalla Edifumetto a colei che, nelle al solito gloriose pubblicità interne dello squaletto, veniva reclamizzata come “una granfica invisibile”, sulla scia dell’altrettanto mitologico slogan “una granfica uscita dalla tomba” utilizzato per lanciare Cimiteria. Chissà perché poi ‘granfica’ tutto attaccato. Boh.

“Una testimone dall’altro mondo” è il quarto numero: siamo in medias res e non conosco l’antefatto. Scopro solo che Fasma è il fantasma, incorporeo ma focoso, della defunta attrice Mirna Rogers, sulle cui tracce è l’altrettanto libidinoso ghostbuster Amadeus. La storia inizia con un amplesso tra un’altra famosa diva, Jane Cromwell, e il suo amante. Sul più bello appare Fasma e Jane fugge in auto, terrorizzata non tanto dallo spettro ma dalla possibilità di essere sgamata dal marito, investendo il malcapitato drudo nella foga. La donna viene arrestata e finisce alla sbarra per omicidio. La sua versione non convince gli scettici inquirenti. Amadeus sente la notizia al telegiornale mentre si fa regalare una fellatio dalla fidanzata e decide di evocare Fasma perché testimoni al processo e salvi Jane dalla forca.

page_029 (2)

Scusate la censura

Amadeus si reca sulla tomba di Mirna per evocarla. Il fantasma accetta di testimoniare ma c’è un prezzo da pagare. (Leggi tutto)

Pubblicato in Recensioni | Contrassegnato , , , | 1 commento

AMORI SCANDALOSI: Fiori nel fango (1985)

cover

Mariella e Gioia sono due sorelle napoletane di diciotto e diciannove anni e sono le regine della celebrità nella disco di Fuorigrotta. I maschi spasimano per loro.

070(776)_2RLe fanciulle non sono però così irraggiungibili, se si ha il portafoglio abbastanza gonfio. Il loro bieco zio, che se ne prende cura da quando sono rimaste orfane a dieci anni, le prostituisce ad amici facoltosi per pagarsi il vizio del gioco. Peraltro perde quasi sempre. Magari sarà fortunato in amore.

070(790)_2ROk, non posso farvi vedere le scene hard che nel frattempo coinvolgono le signorine (compreso un threesome con una invero piacente contessa amica dello zio: all’inizio si dicono schifate all’idea di fare all’amore con una donna ma poi ci prendono gusto) ma tanto l’avete già capito che qua contano la storia e il sentimento, cari lettori. (Leggi tutto)

Pubblicato in Recensioni | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

Pubblicità interne #4

012(064)_1LIl motivo principale per cui ho aperto questo blog e la relativa pagina sociale era dare un contributo alla costruzione di una comunità di appassionati di uno dei più gloriosi rimossi culturali dell’Italia del dopoguerra: i fumettacci. Ce la stiamo facendo, ragazzi. Il blog della splendida Tippy è più vivo che mai e pubblica a tambur battente scansioni di albi che fino a un paio d’anni fa erano reperibili solo mettendo pesantemente mano al portafoglio elettronico sulla baia. La nostra hostess preferita ha pure creato un gruppo facebook attivissimo al quale dovete assolutamente iscrivervi, se non l’avete già fatto. Sempre su Zuckerberglandia, è nata un’altra pagina interessantissima dedicata a questi fumetti. Lucius, cane da tartufo delle bancarelle, continua ogni venerdì a recuperare chicche da un mondo che sembra oggi lontanissimo e io continuo a dargli una mano. C’è Vinicio che, già curatore della pagina ufficiale di Taglietti, ne ha aperta una su Angiolini. C’è Tamara, che ha riattivato il profilo dedicato a Zora e lo alimenta con competenza e passione. Non posso citarvi tutti ma siamo bellissimi. Satana è con noi.

sukia_adIl satanismo gratuito era talmente presente nell’immaginario dei fumettacci che viene quasi da pensare che in mezzo ci fosse pure qualcuno abbastanza coinvolto da starci appresso sul serio, almeno a livello di fascinazione culturale profonda. Nell’Italia dei nostri padri l’occultismo era di moda, faceva chic. Per la generazione nata negli anni ’40 e ’50 una bella seduta spiritica non era un modo troppo infrequente di trascorrere una serata tra amici. C’erano figure borderline come Pier Carpi, che scrisse peraltro parecchi fumetti, da Topolino ai neri.

Le rubriche della posta contenevano consigli su filtri e rituali per scacciare un malocchio o assicurarsi un amore altrimenti impossibile. C’erano oroscopi, predizioni, lezioncine di magia bianca e nera. Prima o poi una rubrica specifica sulla rubrica della posta andrà fatta, per Satana. (Leggi tutto)

Pubblicato in Pubblicità interne | Contrassegnato , , , , , , , | Lascia un commento

PIG: L’hotel del terrore (1989)

pighotel

Gli ultimi tre numeri di Pig sono parodie di film famosi. Non possiedo quelli immediatamente precedenti quindi non so se il protagonista Mark Raymond nel finale, sempre che un finale ci sia stato, riesce a liberarsi dagli effetti del siero che gli fanno assumere un volto suino quando è sessualmente eccitato.

Questo remake di Shining con Pig dentro è quindi, diciamo, una “storia immaginaria”. Il nostro amico con la testa di porco ha anche un altro nome, Dick Saroyan, per chiarire subito gli elevati livelli di metatestualità. Scrittore in bolletta, Dick ottiene un lavoro come custode invernale di un albergo in montagna e durante il colloquio scopre che il suo predecessore aveva avuto un “deplorevole incidente”.

pig_2

Oltre alla moglie Sylvie, Dick si porta dietro la di lei cugina porcona, Gwen, che lo provoca in tutti i modi. E resistere è dura quando senti le voci:

064

E le voci non sono niente rispetto alla ricorrente apparizione di un teschio che ti incita a uccidere tua moglie per potertela godere con la cuginetta senza l’ingombrante presenza della signora: (Leggi tutto)

Pubblicato in Recensioni | Contrassegnato , , , , , , , | Lascia un commento