Il copyright mi fa un baffo #6

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Sui Christopher Lee Abusivi si potrebbe fare una puntata a parte. Il ricorso a volti illustri per i personaggi casuali era un espediente però diffusissimo tra i grandiosi copertinisti dei nostri amati fumettacci, che dipingendo a ritmi che manco Gene Hoglan, dovevano pure trovare uno stratagemma per accelerare il lavoro. Ovviamente ciò non sminuisce la loro grandezza. È lo stesso discorso di Magnus quando metteva le silhouette nere dei personaggi perché aveva una consegna a settimana.

Si attinge spesso alle facce del miglior cinema di genere italiano. Come quello di Fernando di Leo. Ditemi se non è Mario Adorf l‘ammazzavampiri ritratto nella copertina di Zora che adorna il libro su Emanuele Taglietti della Korero, che ha da poco pubblicato un altro volume dedicato all’altrettanto immenso Alessandro Biffignandi.

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Su questa copertina di Oltretomba Gigante, dal titolo molto gothic metal, c’è invece la compianta Lilli Carati. Considerando la vitaccia che ha fatto questa povera donna, vederla ritratta con una lacrima a forma di teschio, un pochino stordisce.

carati

Ma non c’era solo il cinema. Anche le rockstar finivano per prestare i connotati ai protagonisti delle nostre amatissime copertine. Ditemi se questo non è Iggy Pop:

iggypop

Se si voleva proprio andare sul sicuro e si aveva poco tempo…

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… L’ispirazione delle locandine cinematografiche tornava sempre utile. C’era un negozio a Cagliari che le vendeva e mi piaceva buttarci le mie paghette di quindicenne ogni tanto perché potevo sfogliarle e la maggior parte erano di film horror. Stava in via Dante, a Cagliari.

ululato

Ma si ricorreva anche a modelli più alti, come Giger:

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Colgo l’occasione per sottolineare che Oltretomba è forse, insieme alla meravigliosa Storie Blu, l’unica serie, tra quelle che sono sopravvissute per un po’ al giro di boa degli anni ’80 diventando hard, che tirò fuori le sue storie migliori nell’ultima fase, quella della “pornificazione”, che invece aveva nuociuto, ad esempio, a Wallestein e a Zora. La “nuova serie” di Oltretomba aveva invece delle sceneggiature fantastiche (non escludo che almeno in un paio ci fosse lo zampino del supremo Carmelo Gozzo, il nostro leader spirituale). E poi c’erano gli splendidi disegni di un Lorenzo Lepori che era maturato tantissimo, rispetto ai timidi esordi, quando era ancora troppo influenzato da Magnus.

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E i livelli potevano essere ancora più elevati. Prendete questa copertina di Sukia, sempre opera del sommo Taglietti:

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Non ditemi che non vi ricorda il Perseo di Benvenuto Cellini:

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2 risposte a Il copyright mi fa un baffo #6

  1. szock ha detto:

    Hi Jacky, how’s the smut business? Aspetto la prossima puntata in quel bizzarro cosmo custodito dal tuo blog.

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