Gozzo come Spiegelman: STORIE BLU – La città degli animali (1981)

storieblu28

Il primo episodio di Maus, l’acclamato fumetto sulla shoah di Art Spiegelman, esce sulla rivista americana Raw nel dicembre dell’80. Ogni popolo veniva rappresentato come un animale antropomorfo diverso. Gli ebrei erano i topi, i tedeschi i gatti, gli americani i cani eccetera. Lo stesso espediente viene usato meno di un anno più tardi in questo memorabile numero di Storie Blu. È sicuramente una coincidenza. Carmelo Gozzo, il classico intellettuale siciliano irrequieto ed eclettico, si sarà ispirato a I labirinti di Guido Buzzelli o a L’isola del dottor Moreau. Ciò però vi fa capire quanto la creatività di Gozzo riuscisse a tenere il passo con qualsiasi cosa stesse accadendo nel mondo delle nuvole parlanti internazionali nel frattempo. Io sostengo seriamente che sia stato uno dei più grandi sceneggiatori della storia del fumetto italiano. A livello di sceneggiatura e inventiva narrativa, Terror Blu e Storie Blu sono state le migliori serie sexy horror in assoluto (almeno tra quelle longeve), mi spiace per le vampire ma è così.

Le analogie sono, ad ogni modo, impressionanti…

Spiegelman-cats

… O sbaglio?

15

Chissà, magari Spiegelman qualche mese dopo sarà andato in vacanza in Italia, avrà comprato La città degli animali e avrà pensato: “Ma cipperimerlo, i pastori tedeschi come SS sarebbero stati molto più efficaci! Come non averci pensato prima? Agli americani, al limite, facevo la testa da aquila, che aveva più senso“. E, tornato in America, il vecchio Art avrà proseguito il suo capolavoro dando il massimo, conscio di doversi misurare con un artista del calibro iperuranio di Gozzo e sentendosi, in cuor suo, anche un po’ inadeguato. Ci piace pensare sia andata così.

Ma andiamo con ordine. Siamo in un night club di Detroit. È una bella serata, va tutto alla grande, stai sgrillettando la moglie di un tuo amico mentre suo marito balla con la tua donna. All’improvviso, l’imponderabile:

06Non si può mai star tranquilli. Ti stai rilassando in compagnia e arriva la solita inopportuna astronave aliena che svelle il locale dalle fondamenta e lo scarica su un pianeta sconosciuto dove vieni accolto dai pastori tedeschi antropomorfi di cui sopra. Non c’è amicizia, non c’è convenienza, non c’è cortesia e arrivando non ho visto manco l’ampio parcheggio all’ingresso.

Sandy, la nostra bella protagonista (insomma, quella che veniva sgrillettata nell’incipit dal marito dell’amica), era svenuta nel casino generale, sfuggendo al raid dei pastori tedeschi. La scena alla quale si trova ad assistere è, nondimeno, altrettanto sconcertante:

22

Sandy riesce a scappare senza attirare l’attenzione degli ippopotami…

24

La ragazza capisce subito tutto al volo: è finita su un pianeta abitato da animali senzienti, che vivono tutti in pace e in armonia perché i predatori si sono talmente civilizzati da diventare vegetariani. Oh, non alzate le sopracciglia, quando le cose le capisce al volo Julia Kendall nessuno dice niente. Cosa sono questi doppi standard. E ammirate le raffinate soluzioni di sceneggiature con le quali Gozzo ci fa capire l’antefatto in due secondi senza bisogno di spiegoni sbrodoloni.

32

E c’è pure la citazione de La fattoria degli animali di George Orwell. Gozzo mica fa il furbo come Sclavi, i suoi debiti creativi sono resi espliciti, senza citazionismi postmodernisti.

33

Purtroppo Sandy viene accalappiata e scopre l’orribile fine alla quale sono destinati gli umani catturati insieme a lei.

52

53

Ovviamente si prosegue con agghiaccianti scene di vivisezione. Ma, hey, è quello che abbiamo fatto da sempre con gli animali, con quale coscienza biasimare. Anche Sandy viene destinata a un orribile esperimento…

59… Ma la nostra amica è piena di risorse e ha un’illuminazione. Dato che gli animali intendono preservare parte dei rapiti per la riproduzione, Sandy si candida come fattrice asserendo di avere “molta esperienza sessuale”. E qua scattano le uniche scene erotiche dell’albo, rapide e assai soft. Del resto mica si può perdere tempo con la carnazza, qua si sta facendo la storia del fumetto.

Sandy riesce a liberarsi insieme al trombettista jazz apparso nella prima sequenza (Gozzo mica butta in mezzo personaggi a caso senza che abbiano un ruolo nell’evoluzione dell’intreccio) e i due si immolano per l’umanità intera, cadendo sotto la mitraglia dopo aver fatto esplodere i serbatoi con il carburante che sarebbe servito agli animali per tornare sulla Terra e prelevare altri umani. Altro non ce n’era (la crisi energetica, ricordate?). Il piano delle nostre care bestiole è andato all’aria per sempre. L’umanità vince. Siamo sicuri che se lo meriti?

96

I disegni sono del misterioso Francesco Blanc. La copertina è di Enzo Sciotti, che ringrazio per aver risolto i miei dubbi di attribuzione. (Ciccio Russo)

Titoli di coda:

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Recensioni e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a Gozzo come Spiegelman: STORIE BLU – La città degli animali (1981)

  1. chinottorebel ha detto:

    Credo non sia pienamente voluto, ma questa storia mi pare avere un certo sottotesto vegano ante literram (dove per ante litteram mi riferisco alle idee di pubblico dominio, visto che la Vegan Society è stata fondata nel 1944…). Forse Gozzo puntava di più agli effetti disturbanti dell’inversione di ruoli, ma mentre leggevo la rece, oltre a Maus mi venivano in mente i vari J’accuse contro l’industria della carne. E sì, io sono uno di quelli “che mangiano la soia” (senza strafare, molto meglio i legumi) 🙂 Cerca di aggiornare più spesso la pagina, se puoi!

    Liked by 1 persona

    • Ciccio Russo ha detto:

      Di solito almeno due post al mese cerco di farli ma quando la band principale richiede tante energie il side-project ne soffre sempre… Non se Gozzo sapesse della Vegan Society, tutto è possibile. Bisogna rintracciarlo e regalargli un disco dei Cattle Decapitation.

      Liked by 1 persona

  2. Pingback: Il copyright mi fa un baffo #6 | Zora, Sukia, Ulula e le altre

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...