PIG: L’hotel del terrore (1989)

pighotel

Gli ultimi tre numeri di Pig sono parodie di film famosi. Non possiedo quelli immediatamente precedenti quindi non so se il protagonista Mark Raymond nel finale, sempre che un finale ci sia stato, riesce a liberarsi dagli effetti del siero che gli fanno assumere un volto suino quando è sessualmente eccitato.

Questo remake di Shining con Pig dentro è quindi, diciamo, una “storia immaginaria”. Il nostro amico con la testa di porco ha anche un altro nome, Dick Saroyan, per chiarire subito gli elevati livelli di metatestualità. Scrittore in bolletta, Dick ottiene un lavoro come custode invernale di un albergo in montagna e durante il colloquio scopre che il suo predecessore aveva avuto un “deplorevole incidente”.

pig_2

Oltre alla moglie Sylvie, Dick si porta dietro la di lei cugina porcona, Gwen, che lo provoca in tutti i modi. E resistere è dura quando senti le voci:

064

E le voci non sono niente rispetto alla ricorrente apparizione di un teschio che ti incita a uccidere tua moglie per potertela godere con la cuginetta senza l’ingombrante presenza della signora:

077

E il romanzo che Dick stava scrivendo nel relax dell’isolamento tra le nevi? Sylvie è curiosa e prova a dare un’occhiata:

108

Pig scopre la moglie mentre sbircia il suo capolavoro e la aggredisce ma, mentre la insegue, si imbatte in Gwen e se la scopa perché ormai a quel punto una scena porno era da contratto. Per un po’ si calma ma il teschio continua a istigarlo all’uxoricidio, finché Dick non sbrocca del tutto e prova a massacrare la mogliettina con un ascia.

154

E il gioco citazionista si fa pre-postmoderno. Non vi avevo detto che il Devils Hotel sorge su un cimitero indiano e nei suoi pressi si era disperso un tempo un gruppo di pionieri costretti a mangiarsi l’un l’altro per sopravvivere, in stile Alferd Packer? Prima di Tarantino e Sclavi c’era il grandissimo, incommensurabile, geniale Carmelo Gozzo, autore dei testi di questa mitologica serie, tra le più divertenti e creative dell’hard anni ’80. I disegni sono del valido Piercarlo Macchi (habitué di Terror e di Terror Blu e addirittura responsabile nel 1980 del numero 132 di Alan Ford), proveniente dallo Staff If di Gianni Bono. La copertina è di Mario Caria.

Non vi riveliamo l’imprevedibile twist finale e il delirante spiegone: scaricate la scansione dal blog del benemerito CharlesD.

Titoli di coda:

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Recensioni e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...