Pubblicità interne #3

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Nelle precedenti puntate di questa amabile rubrichina ho insistito su quanto le pubblicità interne dei fumettacci fungano da costante reality check che ti distoglie da analisi critiche troppo laboriose e alate, ricordandoti come gli acquirenti medi fossero interessati prevalentemente al risvolto voyeuristico di collane che venivano proposte, per l’appunto, come “fumetti da sega” (il mitico Macho disegnato dal fu Marraffa) o “fumetti per gli amanti della fica” (Casino di Frollo, nientemeno). Adesso, però, non vorrei che ciò metta in ombra la profondissima attenzione per le tematiche sociali di cui queste testate erano imbevute, a cominciare da quelle dedicate alla cronacaccia:

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Proprio la sensibilità per le istanze delle minoranze etniche era assai sentita, in particolare il dramma dell’abietto sfruttamento dei “vu cumprà” (ho almeno due albi di Attualità Nera/Proibita/Vattelapesca dedicati a tale questione ed entrambi traboccano sensibilità e desiderio di giustizia sociale da ogni pagina):

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Lo so che ora starete pensando che trattavasi di una scusa come un’altra per mostrare amplessi con protagonisti vigorosi uomini di colore e qua lasciatemi stigmatizzare la vostra malizia dietrologica. Come potete dubitare dell’afflato solidaristico di un editore come Barbieri, che, tra le altre cose, non perdeva occasione per ammonire i lettori sul pericolo rappresentato dalle malattie sessualmente trasmissibili?

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Certo, rivolgendosi al pubblico generalista, che, messi i figli al letto dopo il varietà di Rai 1, vuole rilassarsi con la nona arte, bisogna accettare dei compromessi, soprattutto quando si lancia una testata nuova:

bioniks

Bionika, peraltro, era disegnata dall’egregio Romanini. Madonna, quanta roba allucinante aveva disegnato Romanini. Ma siccome è di Romanini, non importa quanto senza ritegno fosse, noi la collezioniamo lo stesso.

Restando nel campo della fantascienza intelligente, vi lascio con la pubblicità che annunciava il mitologico one-shot Kazonga, del quale vi ho parlato nell’ultima puntata dell’altrettanto garbata rubrica Il copyright mi fa un baffo. Immagino questo albo abbia tra i collezionisti quotazioni, ehm, stellari (Ciccio Russo).

kazonga

 

 

 

 

 

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