SUKIA: In due a Sexyland (1979)

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Dopo aver sconfitto nell’avventura precedente un folle che terrorizzava le spiagge di Acapulco con uno squalo meccanico controllato da un computer a distanza (nel ’79, attenzione), Sukia ha proprio bisogno di una bella vacanza.

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“Ci sono cose del sesso e dell’erotismo”

 

La bella vampira e il suo fido maggiordomo gay si recano quindi in questo simpatico parco dei divertimenti nel deserto dell’Arizona per rilassarsi un pochino. Un paio di espansive guide turistiche fanno fare il loro giro. C’è il quartiere degli esibizionisti, la strada dei coprofili, la zona dei sadici e così via. Oltre a un’architettura immaginifica e dal gusto postmoderno:

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Beccati questa, Fuksas

 

Concluso il tour, i nostri eroi cercano compagnia per la notte. Gary si apparta con un bel fusto, la sua principale pure. Ma Tim, il suo amante a pagamento (Sukia non disdegna il sesso mercenario), dopo un’estenuante sessione di ginnastica da letto, la narcotizza. Il giorno dopo Sukia, scopertasi innamorata di Tim, lo sposa in una cerimonia lampo, come a Las Vegas (e non sarà l’ultima volta che la vedremo convolare a nozze). A Gary la cosa puzza, anche perché la vampira appare in trance, come se non fosse padrona delle sue azioni:

sukiaeradrogataDietro c’è un’organizzazione mafiosa che, con questo sotterfugio, costringe le clienti e i clienti più abbienti di Sexyland a contrarre matrimonio con il personale locale per poi far sparire i malcapitati e incassare l’eredità. Gary segue i furfanti che hanno rapito Sukia per ucciderla in un finto incidente stradale e li fa fuori quasi tutti in una scena dal sapore quasi western. Dico quasi perché nell’ultima pagina (i famosi cliffhanger mozzafiato di Sukia) lo sceriffo corrotto che faceva parte della banda, unico sopravvissuto al massacro, punta una pistola alle spalle di Gary. Non ho purtroppo il numero successivo ma sappiamo che ovviamente ce la farà.

sukiawesternNei primi albi nei quali appariva, la spalla della vampira era defilata dall’azione e rispettava tutti i più deteriori stereotipi della checca. Le cose cambieranno presto: già in questo numero, il ventunesimo, Gary non solo è coprotagonista ufficiale (spetta a lui risolvere la faccenda) ma è un personaggio sempre più a tutto tondo e, perché no, realistico, non la macchietta un po’ ridicola che era all’inizio. La scelta si rivelerà vincente: Gary è ancor oggi una piccola icona gay underground ed è veramente difficile escludere che al relativo successo di Sukia avesse contribuito, all’epoca, il pubblico queer, affezionatosi a una figura che sfidava una cultura, ancora presente, secondo la quale gli “invertiti” erano ancora malati da curare. I tempi di Rolando del Fico sono decisamente lontani. Che all’emancipazione dei gay italiani (e non solo, Sukia veniva tradotto ovunque, dall’Olanda al Sudamerica) abbia contribuito un pochino anche Gary? (Ciccio Russo)

Titoli di coda:

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5 risposte a SUKIA: In due a Sexyland (1979)

  1. szock ha detto:

    Un’ente scellerato attira una ragazza con la promessa di sesso onesto, per poi costringerla ad un matrimonio riprovevole: le libertà promesse dal capitalismo sono preferibili alle vecchie istituzioni che lo precedono, ma il sistema non mantiene quella promessa e somiglia sempre di più al vecchio Stato autoritario.

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    • Ciccio Russo ha detto:

      Il corto circuito è stato anche un po’ questo: la pornografia di massa arriva quando la spinta della liberazione sessuale si è esaurito trasformando il corpo in bene di consumo. E qua mi rimetto al genio di Foucault.

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  2. szock ha detto:

    “Dovunque [la borghesia] è giunta al potere ha distrutto tutte le condizioni di vita […] patriarcali, idilliache. Essa ha lacerato senza pietà tutti i variopinti legami che nel regime feudale univano gli uomini ai loro naturali superiori e non ha lasciato fra uomo [o donna] ed uomo [o donna] altri vicolo all’infuori del nudo [!] interesse e dello spietato “pagamento in contanti”. Essa ha spento i santi timori dell’estasi religiosa, l’entusiasmo cavalleresco e il sentimentalismo del piccolo borghese dalle grette abitudini, immergendo il tutto nell’acqua gelido del calcolo egoistico.” (Marx / Engels: Manifesto del Partito Comunista, cap. 1. N.b.: A differenza da molti anticapitalisti moralisti di oggi, gli autori approvano l’amoralismo del capitalismo.)

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    • Ciccio Russo ha detto:

      Gli eccessi dell’horror anni ’80, portati all’acme da questo genere di fumetti, sono stati in fondo la presa d’atto che la discesa nel consumismo sarebbe stata irreversibile perché andava bene alla maggior parte della popolazione

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  3. Pingback: VINTAGEROTIKA – Un crowdfunding con un grande parco autori per resuscitare le nostre eroine | Zora, Sukia, Ulula e le altre

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