IL VAMPIRO: Mezzanotte Di Morte (1974)

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Stimata da molti, la serie Il Vampiro della Edifumetto è composta da storie di livello (spesso) infimo, (a volte) altissimo o comunque nella media delle collane antologiche. Partita il primo aprile del ’72, durò 123 numeri fino al 1980. Vale la pena parlare di questo albo, risalente all’agosto 1974, soprattutto per i bei disegni di Magnus, in virtù dei quali è finito con gli anni nel mirino di tanti collezionisti, raggiungendo su Ebay quotazioni spropositate.

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La storia a dirla tutta non è il massimo dell’originalità, ma il taglio che viene dato offre spunti interessanti per la vivacità delle situazioni. Si narra della lotta a colpi di spada fra due casate nel lontano Medioevo, dove non mancano stupri e torture a base di ragni schifosissimi.

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Arrivati ai giorni nostri, apprendiamo che il castello della casata trionfante è diventato meta turistica e che l’armatura con addosso la quale fu bruciato vivo il conte sconfitto è ancora conservata all’interno delle mura e esposta per la soddisfazione del pubblico pagante. Ambientazione gotica quindi, nella migliore delle tradizioni. Prevedibilmente, una maledizione è nell’aria: a farne le spese sarà una coppietta lussuriosa che decide di dormire nella stanza dove è custodita l’armatura, che si dimostrerà poco amichevole quando il bullo della situazione, prima di godere delle grazie della sua donzella, deciderà in maniera scellerata di urinarci dentro…

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Trama non proprio eccelsa, dicevamo, ma questo numero de Il Vampiro offre diverse situazioni titillanti e qualche scena violenta, senza mai esagerare (i tempi non erano ancora maturi per il degenero totale che vedremo dagli anni ’80 in poi). Nella fattispecie, il pubblico dei giornaletti mordi e fuggi assiste qua a torture, smembramenti, un accenno di pissing (ma il membro non si vede), seni femminili, un pube e una strizzata d’occhio ai lettori gay, che verranno ricompensati con un paio di glutei maschili mostrati da un conte con il solito “vizietto” (e che gradisce anche lunghi falli artificiali).

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La storia verrà ristampata negli anni ’80 con inserti porno disegnati dallo stesso Magnus (per par condicio, uno con la coppietta e uno con il conte e i suoi due servitori neri). Le due edizioni per collezionisti pubblicate dalla Lennox oltre vent’anni dopo (Notturni e perversi e Magnus X) mantenevano la versione hard, così come le altre tre storie erotiche autoconclusive (Quella notte al collegio femminile, sempre per Il Vampiro, Dieci cavalieri e un mago, per Sexy Favole e Il teschio vivente, su Macabro, dove viene sperimentata la linea chiara un anno prima di Necron) che Roberto Raviola disegnò per la Edifumetto di Barbieri.

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La prima edizione fu nell’inusuale formato spillato da 68 pagine che Il Vampiro aveva adottato nel ’74 e nel ’75 per poi convertirsi al consueto pocket. Mezzanotte di morte manca ancora all’appello nella splendida ristampa dell’opera post-bunkeriana di Magnus che sta portando avanti la Rizzoli-Lizard, così come la seconda e la terza delle quattro storie succitate.

 

 

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Fumettaro romantico
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