LA SCHIAVA: Uomini leopardo (1985)

laschiava

Copertina di Mario Caria

Nel 1978 va in onda su Rai 2 Radici, la serie televisiva ispirata al celebre romanzo di Alex Haley dedicato alla tragedia dello schiavismo. La risposta del pubblico è tale che, nel 1983, la Ediperiodici di Cavedon giudica i tempi maturi per lanciare una serie blaxploitation: La schiava, durata  52 albi. La protagonista è la giovane e avvenente Zeudia, il cui nome richiama quello della splendida attrice che, presso il pubblico italiano, era divenuta l’archetipo della bellezza nera: Zeudi Araya, portata al successo nel 1972 da La ragazza della pelle di luna di Luigi Scattini. Trasportata in catene nella Louisiana del diciannovesimo secolo, Zeudia, accompagnata dal fedele amico Toby (esplicito richiamo a Radici dato che Kunta Kinte viene ribattezzato così una volta giunto in America), deve vedersela con orribili negrieri e gentaglia assortita che si approfittano di lei in ogni maniera ma non rinuncia al sogno di ricongiungersi con la madre Africa. Non che le cose siano destinate, però, a migliorare quando, nella seconda parte della serie, l’azione si sposta nel continente nero.

Nel numero 38 ‘Uomini Leopardo’, uscito nel 1985, la bella Zeudia (che, con l’evolversi della collana, da nera diventerà – chissà perché – mulatta) finisce in mezzo alla sanguinaria lotta tra i colonialisti e la setta degli Uomini Leopardo, che stupra, incendia e uccide per seminare il terrore tra i bianchi che hanno predato la loro terra.

schiavaNon è la prima volta che il fumetto prende spunto dalla società segreta degli Uomini Leopardo, che mise a ferro e fuoco il Congo Belga fino ai primi decenni del ‘900, dedicandosi, nei tempi morti, all’omicidio rituale e all’antropofagia. Ma in Tintin in Congo e in Corto Maltese (che in un’avventura affronta degli “uomini coguaro”) non c’erano il sesso esplicito e tutta questa violenza. E soprattutto non c’era una, ehm, ricostruzione storica così accurata, sebbene l’azione sia spostata dal Congo al Kenya, probabilmente per inquietare i lettori che andavano in vacanza a Malindi.

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Anche il confronto tra le ragioni dei colonizzatori e quelle dei colonizzati viene affrontato con l’equilibrio e la ragionevolezza consueti:

0067Alla fine Zeudia viene catturata dagli uomini leopardo e, al termine di un bizzarro rituale di magia sessuale, costretta ad affrontare un aitante adepto della setta per salvarsi la pelle. L’esito della lotta sembra già scritto ma la ragazza ha un asso nella manica, anzi, tra le cosce. Sfinito dalla perizia erotica di Zeudia, il pur valente guerriero incontra così una fine ingloriosa:

0166I disegni sono di Alberto Del Mestre,che si occupò inoltre delle matite degli ultimi episodi di Biancaneve. La copertina è di Mario Caria, che era subentrato da alcuni numeri a Renzo Cenci (Ciccio Russo).

Titoli di coda:

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