SUKIA: Gigolò (1981)

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Copertina di Emanuele Taglietti

 

Al campanello della megavilla di Sukia citofona Tom, un aitante gigolò che vende le sue prestazioni porta a porta come un rappresentante di spazzole. Ognuno ha la sua strategia di business. Gary, fedele maggiordomo della vampira e icona omo indiscussa del fumetto erotico italiano, pensa che “Sukia lo butterà fuori a calci; è offensivo che a una donna bella e giovane come lei si venga a fare una proposta d’amore a pagamento“. Invece la padrona acconsente alla transazione e, dopo essersela spassata con Tom (la testata, dopo le titubanze iniziali, aveva virato sull’hard quasi subito), gli salta al collo e gli succhia il sangue, perché dopo una bella scopata non c’è niente di meglio di uno spuntino. Gary, nel frattempo, ha tolto il disturbo ed è andato a farsi un giro nel quartiere gay di Brooklyn. Già appena sale sul tram sente qualcosa di molto duro premergli le terga.

garyintramsukia

È un fustacchione di colore che, avvicinato alla fermata di discesa, si rivelerà essere un poliziotto che aveva la pistola infilata nei pantaloni in zona pacco. Sono i toni da commedia degli equivoci vecchio stile che costituiscono uno dei pilastri della nota linea comica di Sukia.

Passeggiando per il quartiere, Gary scopre che tutte le potenziali prede hanno un fazzoletto colorato che esce da una tasca. Se avete letto Ranxerox, sapete già come funziona:

gary_sukiaGary decide di strafare ed esce dal negozio con cinque o sei fazzoletti. Riscuoterà ovviamente un grande successo. E qua arrivano quelle quindici immancabili pagine di porno gay che dimostravano quanta attenzione avesse Renzo Barbieri per il pubblico queer.

Nel frattempo Sukia ha sepolto Tom in cortile (“La terra del mio giardino è molto fertile: tanti cadaveri sono venuti a ingrassarla!”) ma non ha scavato abbastanza a fondo. Il cadavere si rianima proprio mentre Gary, rincasato, stava domandando alla vampira che fine avesse fatto il gigolò, dato che aveva intenzione di usufruire dei suoi mercenari servigi (la full immersion a Brooklyn non gli era evidentemente bastata). Sukia, non potendogli dire la verità, tergiversa:

sukia_gary_gigoloIntanto Tom, uscito dall’improvvisata tomba, dissangua un ladro capitato lì per caso, entra nella villa di Sukia e va a farsi una doccia. Qua invece la linea comica di Sukia si riallaccia ai topos della commedia sexy anni ’70, solo che sotto la doccia non c’è Edwige Fenech ma un puttano vampirizzato con una mazza enorme. Gary va in bagno proprio in quel momento ed è ovviamente molto contento di quel che vi trova. Ma Tom snuda i canini e fa per aggredirlo, Gary sviene ma non viene morso perché il gigolò era già sazio del ladro. Tom si veste con gli abiti del giovane e scende in strada. Sono questi cliffhanger che ci fanno amare Sukia. Oltre alla linea comica, si capisce (Ciccio Russo).

Titoli di coda:

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