ULTIMISSIME PROIBITE: Il mostro in esclusiva! (1990)

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Come nella maggior parte dei casi, l’idea la ebbe per primo Cavedon e Barbieri replicò giocando ulteriormente sul pesante. Alla fine degli anni ’70 la Publistrip, controllata della Ediperiodici, lancia Storie nere, testata (sobria e rispettabile rispetto alle successive imitazioni) contenente vicende autoconclusive ispirate a fatti di cronaca nera, nella maggior parte dei casi inventati di sana pianta. Il pubblico di riferimento è quindi lo stesso di Cronaca Vera (stima & rispetto per Cronaca Vera, ci mancherebbe) e delle altre riviste popolari dedicate a notiziacce di sesso e sangue. La Edifumetto rispose poco dopo con il più trucido Attualità nera. Dato che il filone si rivelò di successo, la competizione portò alla nascita di testate analoghe, sempre più estreme e truculente mano a mano che gli anni passavano, fino ad arrivare alle vette di eccesso inimmaginabile degli epigoni più tardi come Attualità proibita o Attualità Flash, sempre della Edifumetto, o questo Ultimissime proibite, collana Ediperiodici uscita negli anni ’90, a gabbie aperte da un pezzo, quando il fumetto erotico o hard era costretto a esagerare il più possibile per cercare di sopravvivere all’avvento del Vhs.

L’albo, ben 228 pagine, contiene due storie. Nella prima, quella del titolo, un borgataro di Centocelle, cacciato di casa dalla moglie, crocifigge la suocera, la violenta e la tortura orribilmente fino a ucciderla, per poi costituirsi. Gli vengono date le attenuanti per infermità mentale e nove anni dopo è di nuovo fuori. Che, signora mia, con questi giudici comunisti i delinquenti tornano subito a piede libero. Una giornalista convince il tipo (offrendogli il suo corpo, oltre a 15 milioni di lire, perché la scena hard ci andava infilata in qualche modo) a farsi intervistare in televisione per il pregiatissimo programma Parola di mostro. Come quasi sempre nei fumetti zozzi italiani, i giornalisti sono delle figure negative, infide e senza scrupoli. E mi sembra una cosa giusta.

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Benaltrismo ante litteram

 

La reporter se lo prende pure in casa ma l’idillio viene rotto dalla ex moglie che, sconvolta dalla trasmissione, la va a cercare a casa e la ammazza per sbaglio tentando di sparare al suocericida, che reagisce prendendola a colpi di pala e poi strangolandola. Insomma, si punta alla pancia del Paese, ai desideri inconsci dell’italiano medio che sogna di uccidere la suocera.

La seconda storia Skate-board (col trattino) gioco fatale, offre invece uno spaccato della gioventù moderna ancor oggi di alto spessore sociologico:

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Il protagonista è un teppista milanese al quale viene requisito lo skate dalla polizia. Il ragazzaccio decide di recuperare i soldi per comprarne un altro con uno scippo. Ma c’è un duro destino che lo attende:

durodestinoI disegni, almeno in quest’ultimo caso, non sono manco male. Lo stile ricorda un po’ quello di Luigi Piccatto, che pure aveva iniziato sui pornazzi, ma non credo si tratti di lui, all’epoca già una colonna di Dylan Dog (Ciccio Russo).

Titoli di coda:

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3 risposte a ULTIMISSIME PROIBITE: Il mostro in esclusiva! (1990)

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