LA PROFESSIONISTA: L’assassino delle prostitute (1984)

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Copertina di Roberto Molino

 

All’inizio degli anni ’80 crollano gli ultimi limiti del mostrabile, al cinema come nel fumetto. Alcune testate un tempo soft diventano hard (da Zora a Oltretomba) e ne nascono di nuove che si presentano sin dall’inizio come sfacciatamente pornografiche. Che ciò avesse portato a un generale abbassamento della qualità media è un dato di fatto, posto che anche il lettore standard di serie che adoro e considero gemme misconosciute del fumetto italiano, come Yra o Lucifera, era interessato più alle donnine e alle scene di sesso che ai bellissimi disegni di Frollo o alle argute sceneggiature di Pederiali. Però, anche in questo caso, vanno fatti dei distinguo. Cioè, le ammiraglie Ediperiodici ed Edifumetto continuarono a proporre prodotti molto più divertenti e curati di quanto non facesse la concorrenza, grazie anche a un parco disegnatori che restava di buon livello. Insomma, se le pubblicazioni di case editrici come la Europa Press o la Galax (La Donna Ragna avrà tutta l’aura di culto che volete ma resta una schifezza) non avevano alcuna pretesa che non fosse quella di soddisfare le pulsioni voyeuristiche dell’acquirente, il ‘falchetto’ e lo ‘squaletto’, rispettivamente marchi delle aziende di Cavedon e Barbieri, rimanevano in qualche modo, come promettevano gli strilli in copertina, garanzie di qualità, almeno relativa.

Se le collane porno più fortunate della Ediperiodici si caratterizzeranno per storie autoconclusive dai toni umoristici e paradossali, vedansi Corna vissute e I casi della vita, la Edifumetto punterà maggiormente sulle tinte forti (sangue e parafilie un tanto al chilo) e su testate incentrate su un personaggio ricorrente che svolge una professione ben precisa, come nella migliore tradizione della commedia sexy all’italiana. La capostipite sarà, nel 1980, la mitica Poliziotta di Sandro Angiolini. Sarà poi il turno delle varie miliardarie, hostess e reporter. In alcuni casi la realizzazione grafica era talmente valida che ancor oggi è possibile giustificarsi con la fidanzata se si colleziona questa roba (le migliori, da questo punto di vista, erano probabilmente La Pornostar, disegnata da Giovanni Romanini, e La Dottoressa, che rivelò a tutti il talento di Mauro Laurenti, oggi nella scuderia Bonelli, dove si occupa di Zagor e Dampyr). La Professionista, partito nel 1983 e durato 55 numeri, da questo punto di vista non è certo tra gli esempi più eccelsi ma conserva un suo bizzarro fascino camp.

La protagonista esercita la professione più antica del mondo in quel di Milano e si chiama Alice, come la cantante, all’epoca in voga, che aveva vinto il festival di San Remo un paio d’anni prima. Una coincidenza?

alice_foto2

Uhm, mi sa proprio di no…

professionistaPur concedendo parecchio in termini di sesso esplicito, come da contratto, le storie de La professionista sono quasi sempre basate su uno straccio di trama gialla, che in questo caso riguarda il solito misterioso maniaco che va in giro ad ammazzare le peripatetiche, finendole con un colpo di pistola in bocca. Nessuna prostituta ha più il coraggio di lavorare con lui in giro. La polizia decide pertanto di utilizzare Alice come esca per incastrare il cattivone, che si rivelerà poi essere una cattivona, la quale odia le squillo perché suo marito, al quale lei negava le gioie del sesso orale, si era rivolto a un’addetta ai lavori per tale bisogna e ci era restato secco a causa di un infarto. La morale è chiara: donne, non tenete a stecchetto il vostro compagno, altrimenti dovrà cercare soddisfazione altrove con conseguenze potenzialmente tragiche!

I disegni sono di Danilo Grossi, in arte Maxwel, dal tratto grottesco e a volte incerto, in particolare nelle anatomie, che nondimeno conferisce un certo qual tono di surrealtà alle vicende, rendendole forse meno truculente di quanto fossero sulla carta. La copertina è di Roberto Molino. I testi chissà (Ciccio Russo).

Titoli di coda:

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2 risposte a LA PROFESSIONISTA: L’assassino delle prostitute (1984)

  1. Enrico ha detto:

    Ah, la bellezza di Alice! Che finezza, che eleganza, che fascino! E che grandissima cantante, a differenza di tante bellissime dietro il microfono!

    (scoperto il tuo blog ieri, “complimenti per la trasmissione”. Mi riservo di fare altri commenti)

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