CASINELLA: A ritmo di Dixieland! (1985)

casinella

Copertina di Averardo Ciriello

 

Tutti conoscono l’Amelia disneyana, residente presso il cratere del Vesuvio. Non molti sanno, però, che alligna una strega di carta anche sulle pendici dell’Etna. Si tratta della giovane e vezzosa Casinella, che condivide l’antro con la Zia Orazia, dotata invece di look standard e scopa volante d’ordinanza. Un giorno la fanciulla sente pronunciare da una coppietta la parola “amore”, un concetto che le è sconosciuto. Nemmeno la zia Orazia ne sa nulla (forse le streghe si riproducono per partenogenesi), e neppure lo Stregabolario. Casinella deciderà quindi di partire per un viaggio di formazione in America per scoprire cosa diavolo sia mai questo amore, accompagnata dal fido SPC (Strega Personal Computer), un cervello elettronico senziente che la difende da ogni pericolo:

Casinella-spc

I battibecchi di SPC con la protagonista sono tra i momenti più divertenti di una serie delirante e, a suo modo, garbata, come poteva essere Maghella, però trasportata nel mondo moderno e decisamente più pudica. Casinella vende infatti cara la sua verginità, lanciando incantesimi slapstick contro i sordidi malintenzionati che attentano alle sue grazie.

Nell’episodio “A ritmo di Dixieland!” il brutalone di turno è tale Bix, che la ragazza incontra in un locale jazz di New Orleans, dove è appena sbarcata camuffata, chissà perché, da nera, insieme a una sua ben più scafata nuova amica:

Casinella-15-Sivu-008Circuita la giovincella menando un tizio che la stava, che novità, molestando, il trombettista se la porta a casa, dove vive insieme a un inquietante maggiordomo robot antropomorfo e pervertito. Spc avverte però Casinella delle pessime intenzioni del suo anfitrione:

Casinella-dannunzio

Il bieco Bix prova ad approfittarsi della poveretta e, respinto, tenta di farla violentare dal robot mettendola prona su un cavallo da ginnastica. Con una magia, Casinella anima però il cavallo e scappa. Purtroppo non riesce a controllarlo perché sbaglia sempre gli incantesimi e, in una fuga rocambolesca tra incidenti stradali alla Die Hard, non si rompe il collo solo grazie all’intervento di zia Orazia, che alla fine la lascia a piedi, così impara. Casinella è costretta a tornare in autostop:

Casinella-bogart

La collana partì ne 1984 e durò solo 16 numeri (l’ultimo dei quali è proprio quello recensito qui), anche perché concedeva pochissimo ai lettori in cerca di facili sollecitazioni. L’autore dei testi mi è ignoto. Il ritmo indiavolato e le gag, a volte quasi geniali, sono degni di Pig, per citare un’altra delle testate più memorabili e spassose della Ediperiodici anni ’80, quindi non è impossibile ci sia di mezzo l’immenso Carmelo Gozzo, che condivide con la protagonista le origini siciliane. Secondo gli espertoni di Vintage Comics, i disegni sono dello Studio Leonetti ma, di fatto, la maggior parte degli episodi sarebbe attribuibile a Mario Jannì, che non mi sembra, però, l’autore di questo albo. La copertina è di Averardo Ciriello, lo stesso di Lucifera (Ciccio Russo).

Titoli di coda:

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