Il copyright mi fa un baffo #7

Dopo avervi deliziato con l’ennesimo Christopher Lee abusivo (un lavoro piuttosto anonimo che celava il primo, splendido albo disegnato dall’incommensurabile Magnus per la Edifumetto), ci addentriamo in una nuova puntata di questa amabile rubrichina dedicata ai plagi illustri presenti nelle copertine dei nostri amati fumettacci.

Il compianto Principe delle Tenebre è presenza fissa ma, come abbiamo già visto, tutti i “classic monsters” sono prima o poi finiti su una copertina targata “squaletto” o “falchetto”. A partire dalla Creatura interpretata da Boris Karloff…

… Che ebbe addirittura una testata dedicata (niente affatto disprezzabile, peraltro). (Leggi tutto)

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BELZEBA – Ripudiata da Satana

Dopo una lunga pausa, riprendiamo da dove eravamo partiti, ovvero da Belzeba. Proprio con la recensione di Figlia del diavolo, prima avventura di questo sulfureo personaggio, partirono, due anni e passa fa, le trasmissioni su questo umile blog.

Ritroviamo la creatura ermafrodita, nata da un amplesso tra una vacca e Satana in persona, quattro avventure dopo, sconfitta ai punti nel primo scontro con la sua nemesi, Torquemada. L’inquisitore ha scoperto che Belzeba ha due sessi ed è quindi l’emissaria spedita dal Nemico nella Spagna del XV secolo perché conquisti le anime dei Reali. Ora ditemi quante delle serie televisive che consumate su Netflix prendono le mosse da un pretesto così azzeccato e pieno di promesse.

Costretta a darsi alla macchia, Belzeba accetta l’offerta di ricovero dell’intraprendente villico Pablo, che continua a trovarla affascinante anche dopo aver scoperto il suo piccolo segreto. (Leggi tutto)

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R.I.P. Alessandro Biffignandi

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Dagli amici del circoletto dei fumettacci mi giunge la notizia della scomparsa di Alessandro Biffignandi, uno degli artisti che, con le sue straordinarie copertine, più hanno contribuito a rendere i tascabili sexy horror italiani vere e proprie icone della cultura pop. Romano, classe 1935, fama di bon vivant, Biffignandi era da tempo malato ma è riuscito almeno a vedere la sua opera celebrata a dovere nei volumi di pregio pubblicati dalla Scarabeo e dalla Korero, la stessa casa editrice che ha pubblicato l’altrettanto recente libro dedicato a Emanuele Taglietti.

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Formatosi nello studio di Averardo Ciriello (che noi del circoletto amiamo ricordare soprattutto per le copertine di Maghella e Lucifera) e poi passato in quelli di Augusto Favalli e dei fratelli Nistri (dove farà pratica da cartellonista), Biffignandi entra nel mondo del fumetto nei primi anni ’60, una volta lasciata l’Urbe per Milano, dove lavorerà per svariate case editrici, sia italiane che straniere (la britannica Fleetway e la francese Lug). Biffignandi si cimenta anche come disegnatore (Peter Berg, Rombo Bill, Agent Special K3…) ma sono i suoi splendidi quadri ad olio a dargli la fama. (Leggi tutto)

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VINTAGEROTIKA – Un crowdfunding con un grande parco autori per resuscitare le nostre eroine

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Se siete adepti del circoletto dei fumettacci internettiano, sapete già di cosa sto parlando. L’egregio Luca Montagliani, tramite la sua startup Annexia, ha ottenuto dagli aventi diritto i permessi per pubblicare nuove storie con protagoniste le nostre eroine (nel dettaglio Zora, Jacula, Ulula, Lucifera, Sukia, Cimiteria e Belzeba), ha reclutato un parco autori notevolissimo (Celoni, Rosenzweig, Del Boccio, Pagani e Caluri, per citarne solo qualcuno) e ha lanciato una campagna di crowdfunding per stampare gli albi. Stavolta si fa sul serio. E potrebbe essere l’inizio di qualcosa. Di seguito il comunicato. E, sì, la copertina inedita qua sopra è stata dipinta per l’occasione dal maestro Emanuele Taglietti.

VINTAGEROTIKA – EVILSEX / POP-HARD D’AUTORE BY ANNEXIA

C’era una volta, tanti tanti anni fa, un regno oscuro che popolava gli angoli bui di mezza Europa. Femmine diaboliche abitavano i pensieri proibiti degli uomini e delle donne più smaliziate e golose, i tetri anfratti delle case e i salotti dei barbieri. I loro nomi sono scolpiti sulle polverose lapidi della memoria: vampire senza vergogna, amanti morte, figlie del diavolo, streghe oscene e meretrici d’oltretomba stanno per risvegliarsi ed esaudire le vostre voglie più torbide e peccaminose. Solo la vostra insaziabile lussuria, il vostro perfetto feticismo potranno resuscitarle dall’oblio nel quale sono cadute, in un sonno profondo, avvolto dalle nebbie dell’abisso infernale. Quale incantesimo potrà risvegliarne le dolci, fredde membra? Quale desiderio occulto saprà riportarle in vita?

Il progetto Vintagerotika “Pop-Hard d’autore” di Annexia ripropone i generi e i personaggi più rappresentativi delle principali testate erotiche a fumetti dei pocket sexy vintage italiani, testate principalmente prodotte dagli editori Renzo Barbieri e Giorgio Cavedon dagli anni Sessanta in poi, ben radicate nella memoria collettiva italiana, con nuove brevi storie di famosi autori contemporanei. Un imperdibile appuntamento con il fumetto erotico d’autore per dare nuova vita e dignità a un genere considerato da sempre di serie B e snobbato dalla critica, ma pubblicato in tutta Europa per decenni. Ogni albo della rosa dei personaggi proposti conterrà anche un breve saggio critico e la cronologia della testata. Gli autori coinvolti sono nomi noti al pubblico dei lettori di fumetto. Copertine, storie e disegni sapranno soddisfare il gusto degli appassionati in modo molto eterogeneo, senza però tradire l’essenza vintage del progetto e, soprattutto, il carattere stesso dei personaggi. I personaggi della prima fase del progetto, denominata EvilSex sono le antieroine dell’horror-sexy made in Italy: (Leggi tutto)

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BIONIKA – Più unica che rara! (1984)

Dopo un trimestre sabbatico, passato per l’appunto a celebrare sabba, ricominciamo il nostro viaggio nel meraviglioso reame dei fumettacci.

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Copertina di Roberto Molino

Nel 1983 Bruce Bethke conia il termine “cyberpunk” e David Cronenberg gira Videodrome. Nel decennio del trionfo del corpo, la carne si ibrida con la macchina e le ossa si saldano con l’acciaio. Appena un anno dopo il sommo Renzo Barbieri, sempre pronto a cogliere lo spirito del tempo, lancia Bionika, dimostrando quanto la Edifumetto fosse capace di intercettare ogni evoluzione della cultura popolare e di trasformarla in fumettaccio. Purtroppo la serie durerà appena dieci numeri nonostante i bei disegni di Giovanni Romanini, coadiuvato, credo, dai suoi allievi (la mano non sembra sempre la sua ma vanno considerati i ritmi da catena di montaggio con i quali si tiravano giù questi fumetti). Come Necron e Yra, Bionika stava troppo avanti per essere compresa.

Seka Diamond (ma che razza di nome è “Seka”?) è un’apprezzata stella del football americano.

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Nel frattempo lo scienziato Alistair Manson sta sbirciando la partita mentre dà un’aggiustatina ai circuiti neurali di Monky (ma che razza di nome è “Monky”?), l’androide di sua creazione, che sembra apprezzare.

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Nel frattempo, conclusasi trionfalmente la partita, seguita dall’obbligatoria scena delle docce. Philo (ok, questo come nome è più normale) si introduce nel bagno privato di Seka per provare a circuirla per l’ennesima volta. La procace sportiva lo respinge in quanto disdegna la compagnia altrui e preferisce sollazzarsi da sola in virtù di una personalità alquanto solipsistica (sono sicuro che qualche blogger vegano di Brooklyn ha inventato una definizione per questa cosa), come mostra con dovizia di particolari all’ormai arrapatissimo Philo, al quale concederà poi una fellatio per pietà, come si usa tra buoni amici, durante il successivo volo di ritorno per Atlanta.

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Siccome la vita è una puttana, l’aereo casca sul più bello. Si salva solo Seka ma le gambe e il braccio maciullati non le permetteranno più di portare avanti la sua carriera atletica. E, per salvarla, serve urgentemente plasma del suo rarissimo gruppo sanguigno: il Kidd zero zero negativo. Il professor Manson, che a quanto pare trascorre le sue giornate a guardare la televisione mentre traffica con Monky, ovviamente ne ha un flacone in armadio e contatta subito l’ospedale. Come vedete, i fumettacci rispettano appieno la morfologia della fiaba di Propp, a partire dalla figura dell’aiutante magico. Manson si offre addirittura di operare Seka e di risistemarle gli arti, che le erano stati amputati. Il personale medico non ha nulla da ridire. Del resto, scopriamo, l’anziano luminare “è stato l’allievo numero uno di Einstein e il creatore della robotica”. Apperò. (Leggi tutto)

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Il copyright mi fa un baffo #6

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Sui Christopher Lee Abusivi si potrebbe fare una puntata a parte. Il ricorso a volti illustri per i personaggi casuali era un espediente però diffusissimo tra i grandiosi copertinisti dei nostri amati fumettacci, che dipingendo a ritmi che manco Gene Hoglan, dovevano pure trovare uno stratagemma per accelerare il lavoro. Ovviamente ciò non sminuisce la loro grandezza. È lo stesso discorso di Magnus quando metteva le silhouette nere dei personaggi perché aveva una consegna a settimana.

Si attinge spesso alle facce del miglior cinema di genere italiano. Come quello di Fernando di Leo. Ditemi se non è Mario Adorf l‘ammazzavampiri ritratto nella copertina di Zora che adorna il libro su Emanuele Taglietti della Korero, che ha da poco pubblicato un altro volume dedicato all’altrettanto immenso Alessandro Biffignandi.

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Su questa copertina di Oltretomba Gigante, dal titolo molto gothic metal, c’è invece la compianta Lilli Carati. Considerando la vitaccia che ha fatto questa povera donna, vederla ritratta con una lacrima a forma di teschio, un pochino stordisce.

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Ma non c’era solo il cinema. Anche le rockstar finivano per prestare i connotati ai protagonisti delle nostre amatissime copertine. Ditemi se questo non è Iggy Pop:

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Se si voleva proprio andare sul sicuro e si aveva poco tempo…

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… L’ispirazione delle locandine cinematografiche tornava sempre utile. C’era un negozio a Cagliari che le vendeva e mi piaceva buttarci le mie paghette di quindicenne ogni tanto perché potevo sfogliarle e la maggior parte erano di film horror. Stava in via Dante, a Cagliari. (Leggi tutto)

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I DRAGHI: Casotto a Portocervo (1975)

idraghiIn linea con l’atmosfera vacanziera che impone l’estate, vi portiamo in Costa Smeralda, “dove tutte ce l’hanno calda”, giura lo strillo di copertina di questo numero de I Draghi, serie Edifumetto di metà anni ’70 di cui so poco e che suppongo non sia durata tantissimo. Siamo negli ambienti del jet-set, quello dove amavano aggirarsi i vari alter ego playboy di Renzo Barbieri, come Goldrake o Playcolt, entrambi simpatici come un calcio nelle gengive. A noi, invece, piace stare dalla parte dei loser, come Lucien Barrault, giovane francese che perde un milione e trecentoventiquattromila lire a poker e si ritrova totalmente al verde in una dolce notte di Sardegna.

idraghi2Il povero Lucien, per rimediare gli spicci per le sigarette, è costretto a prostituirsi con il viscido onorevole Scipione Pompinacci anch’egli in ferie in Costa Smeralda. Siamo nel 1975 quindi è una coincidenza, ma il laido personaggio somiglia in maniera inquietante a Lele Mora: (Leggi tutto)

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